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Zuhair Murad. Mirage at Oasis

L’Haute Couture A/I 2019 2020, tra ispirazioni bohemiennes e preziose tradizioni

Zuhair Murad ci ha abituati a sognare, e definire semplicemente abiti le sue creazioni è alquanto riduttivo, poiché siamo innanzi a veri e propri capolavori di raffinatezza e di sapienza artigianale.

La collezione Haute Couture A/I 2019 2020, presentata durante la settimana della moda di Parigi, più principesca non potrebbe essere, ma si spinge anche oltre, combinando il lusso e l’inesauribile fantasia del designer con le tradizioni sartoriali più antiche, dando corpo a un nuovo concetto di modernità.

Zuhair Murad, il designer libanese famoso in tutto il mondo e adorato dalle celebrities, ha ambientato nelle atmosfere di un’antica Medina una collezione letteralmente mozzafiato, Mirage at Oasis, stregando il pubblico con una fiaba che attinge dallo stile groovy degli anni ’70 e dall’antico patrimonio artistico di matrice nordafricana, per raggiungere un equilibrio fatto di opulenza, magnetismo e leggiadria.

Il glamour e la perfezione dei capi presentati sono un tributo ai valori concettuali della Maison, che si reinventa ancora una volta con un omaggio allo stile boho-chic. Minidress finemente ricamati, con dettagli di piume, glitter e gemme rivelano profonde scollature o trasparenze garbate, sexy ma mai eccessive, e proposte in mille declinazioni: a cuore, a barchetta, a V, a scialle e a bustier. Le trasparenze si alternano ai motivi Paisley tipici degli anni ’70 e alle stampe dei tappeti marocchini, secondo un know-how perpetuato dalle mani delle donne locali.

Subentrano gli abiti lunghi, da grandi occasioni: tessuti in taffetà di seta danno corpo a silhouette voluminose e aeree, ricche di luce e di colori. È un trionfo di rosso scarlatto, di verde menta e di nuance vespertine, con quegli arancioni ambrati e viola melograno che sublimano incantevolmente l’incarnato delle modelle.

Abiti in mussola di seta e strati di raso duchesse nei toni del lapislazzulo e dell’oro antico, ma anche total black impreziositi da bagliori metallici, enfatizzano i corpi e li accendono di magia, concedendosi il lusso di comodi pantaloni in velluto nero e di blazer finemente ricamati e strutturati. Le cinture evidenziano il punto vita, cappotti e giacche evocano i djellaba dei suk marocchini, sontuosi mantelli fluenti volteggiano nell’aria. Fasce per capelli, come turbanti contemporanei, cingono i capelli delle modelle e richiamano i colori e i tessuti degli abiti.

Infine fa la sua apparizione l’attesissima sposa, un incrocio tra una regina e una diva da red carpet, che soppiantando il classico abito bianco ne propone una versione super glamour impreziosita da sfarzosi ricami dorati e da un velo impalpabile e voluttuoso. Il miraggio è diventato realtà, e Zuhair Murad si conferma il cantore delle fiabe più belle.

Nathalie Anne Dodd

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