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Costa Smeralda, dove la natura è selvaggia

Un breve itinerario in auto per conoscere angoli particolari e curiosità di una delle più belle zone d'Italia

Costa Smeralda, lo scrigno dove natura selvaggia, paesaggi incredibili e mozzafiato e natura incontaminata si uniscono al lusso e al bello. Natura incontaminata e selvaggia. Tramonti da favola. Mare cristallino. Artigianato e negozi di lusso. E tanto altro.

Capitale indiscussa della Costa Smeralda Porto Cervo è il regno delle vacanze di lusso, un esclusivo borgo sul mare, gioiello architettonico incastonato tra bellezze naturali. Il centro di Poltu Celvu, il nome in gallurese, è costruito su un piano rialzato rispetto al porto. Dalla piazzetta delle Chiacchiere fino al Sottopiazza è un intrigo di viuzze, finestre abbellite da fiori colorati, balconcini costruiti in quello che è divenuto lo stile tipico della Costa Smeralda, e di negozi e boutique dalle firme prestigiose, E poi ancora ristoranti rinomati, alberghi di lusso e i locali più alla moda, vip e grandi yacht. In piazzetta è facile ritrovarsi a fare shopping con divi di cinema e televisione e ogni giorno è un alternarsi continuo di appuntamenti con il jet set internazionale, una festa continua a base di mondanità, eventi sportivi, golf in particolare. Intorno, splendide ville si arrampicano fin sulle colline circostanti, immerse nella macchia mediterranea. E poi ancora la bellissima chiesa Stella Maris, opera dell’architetto Busiri Vici, che domina Porto Cervo da cui ammirare un panorama mozzafiato. Infine, una passeggiata sul Waterfront Costa Smeralda e l’immancabile tuffo in acqua. C’è solo l’imbarazzo della scelta, per esempio, le spiagge del piccolo e grande Pevero e quella del Principe, solo per citarne alcune.

NEI DINTORNI DELLA COSTA SMERALDA

Se vi resta del tempo libero, potreste dedicare qualche ora a proseguire il tour al di fuori della Costa Smeralda. Detta anche isola dei gabbiani, Isuledda è una penisola bellissima, una distesa di sabbia chiara e fine che si perde in un mare cristallino che vira dall’azzurro allo smeraldo, bagnando enormi scogliere. Un vero paradiso. Alle sue spalle una piccola laguna alimentata dal rio Lu Chissaggiu ospita rare specie di volatili. Attorno distese di olivi e frutteti. La zona è un’ambita meta per chi ama il windsurf e per gli appassionati di kite surf. Leggermente a sud, verso Porto Ottiolu da non perdere le spiagge di Li Marini e Segafusti, mentre più a nord vi sono La Cinta, una sottile e infinita lingua di sabbia dorata abbracciata da un mare azzurro e cristallino e la gemella di Cala Brandichini, dalla rena finissima e simile a una tropicale. Le due sono separate dal piccolo promontorio Lu Impostu, l’opera d’arte naturale dal grande fascino, mentre leggermente ancora più a nord ci sono la baia di Cala Ginepro e le spiagge di Coda Cavallo e Cala Girgolu, raggiungibile via terra e via mare, con la sua sabbia bianca-chiara fine alternata a sassolini, famosissima per la sua roccia modella tagli agenti atmosferici a forma di tartaruga.

La più grande dell’arcipelago composto da circa sessanta da isole e isolotti la Maddalena è la sola abitata all’interno del Parco Naturale Nazionale. È stata a lungo una base militare italiana e americana. Per raggiungerla basta salire sul traghetto che parte da Palau.

Perdetevi nei vicoli lastricati del centro ammirando i settecenteschi palazzi fra cui il municipio e santa Maria Maddalena, poi arrivate al porticciolo di Cala Gavetta dove troverete una colonna con l’effigie di Giuseppe Garibaldi, che visse gli ultimi 26 anni nella vicina Caprera, unita alla Maddalena dal passo della Moneta. Usciti dal paese, prendete la strada che circonda l’isola per tutta la sua lunghezza: entrerete in un mondo di panorami mozzafiato, di bellezza selvaggia e incontaminata e colline dei dolci declivi e dove, rocce scolpite dai venti e dal mare, sono squarciate da insenature, calette e spiagge. Come la Cala Francese o, nella parte meridionale, il Nido d’Aquila e Punta Tegge. A nord, oltre l’istmo dello Strangolato, ancora altre calette, tra cui Bassa Trinita, Cala Lunga e Monti d’Arena. Dall’isola si parte alla scoperta delle altre isole del parco: Santo Stefano a sud, Budelli con la celebre spiaggia rosa, Razzoli, Santa Maria e Spargi a nord.

Con il suo centro storico curato al dettaglio, il suo mercato dove ammirare e acquistare prodotti tipici dell’artigianato locale sardo, Santa Teresa di Gallura, Lungoni in gallurese e Lungone in sardo, è una località da non perdere. Già noto in periodo romano come porto di notevole importanza per il granito estratto nei dintorni che veniva trasportato verso Roma, dopo vicissitudini saccheggi e distruzioni fu rifondata nel 1808 Vittorio Emanuele I di Savoia che la ribattezzò col nome della moglie Maria Teresa. Da visitare, oltre al centro la torre di Longosardo, costruita per volere di Filippo II di Spagna che domina la baia di Rena Bianca che si trova a pochi passi dalla piazza principale del paese e, sotto una pineta secolare, la chiesa del Buoncammino, costruita nel XVII secolo. Tantissime le spiagge e calette da sogno, tutte da esplorare, come la famosa Cala Spinosa, o Rena Majore o ancora Conca Verde e dove passare la giornata, sorseggiando un ottimo Vermentino di Gallura. E gustando anche prelibati piatti a base di pesce fresco.

Punto d’arrivo finale è Capo Testa, un promontorio dalla bellezza sconvolgente, selvaggia, con scogliere di granito bianco che affiorano e scompaiono nelle acque e tra la macchia mediterranea. Calette nascoste, il faro e la magnifica vista sulle Bocche di Bonifacio lo rendono un posto da favola: lo spettacolo del sole che tramonta, tingendo di rosso e viola il paesaggio non trova parole adatte a raccontarlo. Natura ma anche storia: da non perdere i complessi nuragici come quelli di Lu Brandali e sa Testa, la cupola rivestita di rame della chiesa del Buoncammino, costruita a inizio XX secolo su un edificio medievale, immersa in una pineta e la Batteria di Ferro, complesso di fortificazioni, bunker, postazioni di artiglieria, caserme e miniere della Seconda Guerra Mondiale. Oltre alle spiagge di Rena di Ponente e Rena di Levante da segnalare Capicciolu, o spiaggia di zia Colomba e i suoi granelli dorati, Cala Lunga – Valle della Luna, simbolo di Santa Teresa, quelle della Valle dell’Erica, Porto Liscia-Sciumara, la patria del surf e Conca Verde.

Fabio Schiavo

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