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A Waterfront il sound sensazionale dei Bowland

Il gruppo si esibisce mercoledì 24 luglio nel “salotto vip” di Porto Cervo. Sul palco Lei Low, Pejman Fa e Saeed Aman È un anno fantastico questo per i Bowland, pronti a calcare il palco del

Il gruppo si esibisce mercoledì 24 luglio nel “salotto vip” di Porto Cervo. Sul palco Lei Low, Pejman Fa e Saeed Aman

È un anno fantastico questo per i Bowland, pronti a calcare il palco del Waterfront Costa Smeralda dopo le esibizioni dei Morcheeba, Joe Bastianich e dei Planet Funk lo scorso 6 luglio. Per comprendere la reale potenza e la ventata di originalità di questo gruppo, bisogna fare un passo indietro, più o meno di un anno. A settembre si tengono le consuete selezioni del talent di Sky X Factor, un programma che ha il compito di scoprire le voci più interessanti della scena musicale italiana. Per alcuni emergere significa azzeccare il pezzo e l’intonazione giusta, un mix che rende l’interpretazione del brano assolutamente azzeccata, ma loro non ci hanno messo molto a imprimersi nella mente dei giudici.

Alle audizioni si presentano con una canzone che effettivamente può destare stupore. Get Busy, un brano dance di enorme successo di Sean Paul, visivamente sembrava stonare rispetto alla composizione della band, composto da un chitarrista (Saeed Aman), un autore di effetti sonori (Pejman Fani) e una cantante all’apparenza pacata come Leila Mostofi. Ora è facile valutare il talento dopo che il loro inedito, Don’t stop me, impazza per le radio e i servizi streaming musicali, ma proviamo per un momento a lasciare i ricordi da parte e tornare per un attimo al giorno in cui i Bowland si esibirono per la prima volta. Quanti davvero avrebbero creduto a un simile exploit, prima dell’ascolto? È lo stesso pensiero che hanno avuto i giudici un secondo prima che le luci si affievolissero. È il suono a parlare, distruggendo quel maledetto pregiudizio e dimostrando come sia uno dei pochi gruppi capaci di stravolgere un brano e trasferirlo in un nuovo universo musicale. Get Busy diventò dunque un pezzo dei Bowland, con un sound che riesce a contenere due culture dissonanti ma che grazie alla musica riescono a condividere in piena armonia. Ci sono le note orientali del loro paese d’origine (i tre sono cresciuti a Teheran), così come quelle occidentali che hanno permesso lo sviluppo e la crescita dell’elettronica, un elemento che ora come ora è divenuto centrale nelle produzioni odierne. Per molti però può sembrare un semplice caso. Ci sta che tre ragazzi riescano a convincere il pubblico alla prima, ma il problema è saper perseverare il talento con delle scelte rischiose ma adeguate al loro stile. Il colpaccio avviene anche qui con qualcosa di incredibile. La rivisitazione di Maybe Tomorrow degli Stereophonics stende tutti i giudici di X Factor, rappresentando di fatto il loro pass verso i live, dove si metteranno alla prova con delle versioni davvero riuscite di brani come Sweet Dreams degli Eurythmics, No Roots di Alice Merton, Seven Nation Army dei The White Stripes, e passando anche per l’Italia eseguendo le canzoni di Gianna Nannini (Amami Ancora) e Nadia (Senza un perché).

E ora, veniamo al presente. I Bowland, dopo aver pubblicato nel 2017 il loro primo album Floating Trip mescolando generi più disparati e ritmi proveniennti dal groove, mercoledì 24 sul palco del Waterfront riproporranno il meglio della loro musica e la loro ultima produzione, Bubble Of Dreams, un EP che contiene proprio il loro inedito di X Factor, Don’t Stop Me. Un brano che è allo stesso tempo un avvertimento verso il pubblico. Una volta acceso l’amplificatore, il consiglio è di non fermare questo lungo viaggio nel loro mondo.

Riccardo Lo Re